Nastratura delle dita: Silvio Reffo consiglia quando usare il tape


«L’applicazione del tape è ormai pratica riconosciuta e consolidata all’interno del mondo verticale. Detto ciò, c’è da chiedersi se sappiamo davvero quando sia necessario applicarlo. E, in particolare, conosciamo sempre quale sia la migliore applicazione per ogni specifica problematica?

Come abbiamo discusso in precedenti articoli, le dita sono la parte del corpo maggiormente colpita da infortuni da sovraccarico, in arrampicata sportiva. In particolare, il 30% è rappresentato da infortuni a carico delle pulegge, il 18% da capsuliti (infiammazioni a carico della capsula articolare) e un altro 18% da tenosinoviti dei flessori delle dita.

Le prensioni più nocive per le strutture sopraelencate sono le prese arcuate e semi-arcuate. In queste posizioni, aumentano notevolmente la tensione e il carico su queste delicate zone.

Il tape può aiutare, dunque, nel diminuire il carico su queste strutture?

Gli studi presenti in letteratura dicono che l’H-tape (Schoeffl et al, 2007) permette di diminuire l’effetto arco della puleggia del 16% rispetto al gruppo di controllo, cioè del gruppo di studio in cui è stato utilizzato un altro bendaggio, con significatività statistica (3.77 mm vs 3.19 mm, p<0.05). Diminuendo l’effetto arco, l’H-tape ha dimostrato di essere efficace nell’aumentare del 13% la soglia di rottura delle pulegge durante la presa arcuata, ma non nella presa semiarcuata.

Un altro studio ha valutato se il tape circonferenziale posto alla base della 1° falange potesse incrementare il carico di rottura della puleggia A2, durante la presa arcuata. I risultati ottenuti sono, però, contrastanti; in alcuni casi, sembrava diminuire la soglia di rottura, in altri aumentarla.

Per quanto riguarda la letteratura, dunque, rimangono ancora molti interrogativi e, a oggi, non vi è ancora una chiara evidenza scientifica che supporti l’utilizzo del tape, in senso preventivo, nel campo dell’arrampicata.

Dal punto di vista pratico, quindi, cosa possiamo trarne? Un utilizzo costante del tape è fortemente sconsigliato. Le dita, come tutte le strutture anatomiche, hanno bisogno di essere sollecitate con giusto carico e frequenza; il tape usato sistematicamente non fa altro che “togliere” allenamento. Utilizzare, invece, il tape quando si sentono le dita affaticate, oppure se la via o il boulder che stiamo provando implicano un’importante richiesta in arcuata, è caldamente consigliato.

E, in caso, di dolore? In questa seconda ipotesi, invece, i dati sono unidirezionali ed è senz’altro utile l’utilizzo del tape. Molti protocolli riabilitativi concordano nell’utilizzo del bendaggio, soprattutto nella fase di rientro in arrampicata dopo infortunio, ma anche a distanza di mesi, quando il dolore sembra essersi risolto».

A cura di Silvio Reffo

 

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