Tamara Lunger dopo il Nanga torna a Cisano Bergamasco


Tamara Lunger è venuta a trovarci a Cisano. Sono trascorse alcune settimane dal suo ritorno dall’ultima spedizione invernale, è in fase di recupero fisico e tour de force tra interviste e impegni.

Non vogliamo parlarvi della Tamara grande alpinista perchè è già stato dimostrato dalle sue imprese in alta quota, che sia una ragazza sorridente e solare lo si evince da ogni scatto fotografico e non vogliamo nemmeno fare il resoconto del suo tentativo alla cima perchè è stato scritto tanto; anche se sentirselo raccontare da è completamente diverso.

Vorremmo quindi cercare di restituirvi qualcosa dell’energia che traspare quando si parla con lei e che effetto hanno le sue parole su chi la ascolta.

Tamara parla della sua necessità interiore di essere costantemente vera. Vera cioè fedele a se stessa, a quello che vuole e a quello che sente. Anche se questo può voler dire preferire andare in montagna che andare in tv a raccontare di quando era sul Nanga. Ammette che tornare ha significato risocializzare con le persone e in questo a volte si fa fatica, perchè dopo che sei stata in quasi isolamento per tanto tempo, ti sei abiutata a saper gestire l’attesa, il silenzio, il vuoto; diventa difficile gestire il pieno, la folla, le persone e le voci.

Come si fa a spiegare di essere una delle poche donne al mondo ad essere andata così in alto? L’unico modo è provarlo. Tamara descrive l’alba senza nuvole con il cielo del colore dei suoi occhi ma lo racconta come se ne volesse tenere un pezzo per sè, una descrizione calda ed entusiasmante ma talmente grande per lei che per forza non può arrivare tutta insieme. Basta che accenni al fatto che in quella situazione a quella altitudine si percepisce la sfericità della terrra per capire quato sia incredibile.

Di questo passo, aneddoto dopo aneddoto, ti accorgi che stare vicino a Tamara Lunger ti fa stare bene, ti restituisce una passione per la vita che va oltre la montagna. Ti fa comprendere che voler andare in alto, accontentarsi, fare piccoli tentativi, allenarsi e guadagnarsi un metro alla volta non è una cosa solo da alpinisti di alta quota; riguarda tutti noi. Chiunque tu sia e qualunque lavoro tu faccia devi avere l’onestà di essere credibile e vero soprattutto per te stesso, devi avere il coraggio di fermarti prima dell’eccesso e non avere l’ansia di strafare. E, infine, devi tenerti un po’ di gioia per te perchè è la carica che ti fa tendere a qualcosa che è oltre. Fermarsi no ma godersi il viaggio sì.

Quindi Grazie Tami. Grazie per essere passata a trovarci, averci portato dei regali dal Nanga e per avercelo un po’ raccontato, ma soprattutto, grazie per averci spronato ad alzare lo sguardo.

Ph: Matteo Zanardi