Fughe Dolomitiche di Silvio Reffo


L’estate sembra ormai giungere al termine. Sono stati mesi caratterizzati da caldo e temperature sahariane per la gioia degli amanti del mare, un po’ meno per chi ama stare attaccato alla roccia sulle punte delle dita. Per scalare, quindi, tassativo salire in quota per trovare un po’ di refrigerio o, quantomeno, una temperatura che permettesse di respirare. Ecco, quindi, che le vicine e le stupende Dolomiti hanno fatto da sfondo a qualche week-end arrampicatorio. In particolare, ho frequentato la valle di Landro.

Questa zona tra Cortina e Dobbiaco offre numerosi settori con varie esposizioni e stili di arrampicata. La roccia è una dolomia che nel limitarsi a guardarla non scatena proprio la voglia di metterci le mani, ma le vie sono molto belle e prevalentemente atletiche. In queste falesie riesco nella salita di alcuni 8a a vista e in pochi tentativi negli 8b di Regentanz e Minigolf rechts.

dolomiti

Nella falesia di Pangea, in un super muro strapiombante, riesco invece nell’8c di All in the swingerclub. La via, chiodata da Hannes Pfeifhofer e liberata da Luca Canon Zardini, è caratterizzata da una prima parte intensa dove è necessario scalare rapidi e precisi per risparmiare energie per la seconda parte; dopo un buon riposo inizia una prima sequenza boulder seguita da un interessante traverso su rovesci svasi con piedi precari e un ultimo movimento fisico su una pinzata ,tutt’altro che buona, per arrivare però ad una tacca ben definita e ad un finale decisamente più facile, fino in catena. Tornando verso Cortina, una sosta è d’obbligo alla falesia Campo Volpera, in particolare al masso dei Finanzieri, vero cantiere dell’alta difficoltà, dove il solito Luca Canon Zardini ha liberato vie molto dure e soprattutto corte e boulderose. Di certo qui i gradi non sono regalati, anzi…

Continuando il tour dolomitico, dopo aver esaurito le energie dei muscoli grossi, è l’ora di sfruttare quelle mentali e i piedi nella placcosa falesia di Laste. In queste lisce placche scalare a vista è veramente difficile: infatti sfumo all’ultimo spit la salita a vista di alcuni 8b, concedendomi però una salita al secondo tentativo di Zepping lunga, una cavalcata di resistenza con una seconda parte intensa su prese piccole e distanti.

Non solo falesia ma anche qualche azzardo e tentativo in montagna. Circa un anno fa Alessandro Baù, forte alpinista padovano, mi propose di andare a vedere Nuvole Barocche sulla Nord Ovest del Civetta. Famosa via nel cuore della parete, aperta in più riprese in alcuni anni di tentativi da Venturino de Bona. La via presenta ancora molti tratti di artificiale, la sfida quindi di Alessandro era di valutare la possibilità di salire la via in libera e, dunque, chiudere il cerchio ad un itinerario di tale spessore alpinistico. Dopo un anno, quindi, partiamo motivati di buon mattino per una perlustrazione sulla via. Da sotto, la parete è imponente e mette un timore reverenziale. Partiamo sulla via e guadagniamo velocemente le prime 10 lunghezze di corda. Per il mio standard sono già ben oltre il numero di vie di una normale giornata in falesia, ma in questa circostanza solo ora inizia la parte interessante della via. Dopo un po’ di tempo trascorso a cercare la sequenza migliore, sembra proprio che manchi la presa necessaria per mettere insieme tutti i movimenti in originale, superati in artificiale. Peccato!! A volte basta veramente poco per rendere una salita forse impossibile. I tuoni di sotto fondo ci invitano a scendere e con delle veloci doppie ci ritroviamo di nuovo alla base della parete, con un po’ di rammarico per dover ricrederci sulla possibile salita in libera ma arricchiti da una bella esperienza in una parete così selvaggia.

Dopo le innumerevoli settimane di caldo ecco che qualche perturbazione ha portato un po’ di tregua, permettendomi così di ritornare nella vicina Arco di Trento. Qui faccio visita alla falesia della Terra Promessa. Mai nome più azzeccato! Infatti, questo lungo e alto muro, chiodato dai mitici Legrand e co. nelle trasferte pre-Rock Master, offre ancora grandi possibilità di chiodature e vie futuristiche. Qui metto le mani su Claudio Cafe. Questa via, anni fa, era valutata 8c/c+ ma, dopo la rimozione di alcune prese artificiali, il grado sembra essersi assestato intorno all’8c+. L’itinerario presenta una prima parte su canne atletiche in strapiombo per poi proseguire con una scalata sempre intensa su piccole e distanti liste che riempiono bene l’avambraccio. In pochi tentativi, in una giornata di forte vento ,mi ritrovo in catena anche a questo difficile itinerario, mettendo una croce su un’altra via arcense.

Cosa sarà ora delle prossime settimane?

Il week-end dall’11 al 13 settembre mi attende più di qualche tuffo all’Idroscalo di Milano per il master internazionale di Deep Water Solo, evento che richiama i più grandi atleti di questa specialità di tutto il mondo a confrontarsi su duri blocchi fino a 15 metri di altezza sull’acqua. Un’esperienza tutta nuova per me che si prospetta molto divertente!

A fine settembre partirò per gli Stati Uniti con la mia ragazza, Francesca. La prima settimana di viaggio ci dirigeremo in California e Nevada, un mini tour dei Parchi Naturali con qualche tappa arrampicatoria d’obbligo come Yosemite, Red Rock, Bishop, ecc. Da Las Vegas, ci attenderà un volo con destinazione Lexington per far visita alla vicina Red River Gorges, una paradiso della scalata. Qui sarò raggiunto da alcuni amici trentini per scoprire ciò che di meglio offre quest’area che, nel periodo autunnale, si popola di arrampicatori provenienti da tutto il mondo. Non mi rimane altro che fare il conto alla rovescia e partire carico e motivato per questa nuova avventura!

Silvio Reffo

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