I giovanissimi del team ct fanno grandi cose


Sognare, faticare, gridare, piangere, sorridere, crescere…

Per qualcuno potrebbero sembrare una lista di verbi scelti a caso, per altri , che forse hanno provato anche solo una volta a fare l’atleta, ad allenarsi e a gareggiare, dentro quelle parole si racchiude un mondo, un pezzo della nostra vita.

Fare sport ad alto livello ti da tanto e ti toglie tanto.

Giorgia, Matteo e Pietro lo sanno bene, la loro vita è cambiata da quella prima gara, quel bel gioco verso l’alto ha aperto un nuovo mondo dove crescere ogni giorno per provare a raggiungere il proprio “TOP”.

La scuola è finita da qualche mese e per Giorgia, Pietro e Matteo è iniziata una lunga “estate verticale”, partita al meglio con le prove di coppa e campionato Europeo.

Giorgia si è aggiudicata il titolo di campionessa europea U16 boulder e Matteo ha chiuso la gara in terza posizione . Altrettanto bene Pietro che in Coppa Europa boulder è salito sul gradino più alto del podio . Prima del grande appuntamento di fine estate, il Mondiale giovanile ad Arco, abbiamo sentito le loro voci per provare a scoprire qualcosa di questo bel mondo, il mondo delle gare.

Paolo Cattaneo

Come è iniziata la passione per le competizioni?

Matteo: La passione per le competizioni è nata grazie a mio papà, il quale mi ha portato le prime volte alle gare provinciali e promozionali. Grazie a questi giochi è nata in me la voglia di continuare a migliorarmi, partecipando successivamente a circuiti regionali e nazionali.

Pietro: La mia passione per le competizioni è iniziata quasi subito. Per un bambino è importante confrontarsi e misurarsi con i coetanei, inoltre, nella mia palestra non c’erano molti bambini della mia età, erano tutti più grandi ed esperti e così i gestori della palestra e i miei genitori mi iscrissero alla mia prima gara.

Giorgia: Ho cominciato a fare gare quando il Posto di Blocco (la palestra e società in cui mi alleno) ha aperto il gruppo sportivo. Dopo qualche mese mi ero già innamorata dell’ambiente e di tutte quelle emozioni e sensazioni che solo facendo gare conosci. Ho incontrato moltissimi ragazzi con la mia stessa passione e tutt’ora sono miei amici, li incontro a ogni gara e mi fa sempre molto piacere.

Hai un ricordo della tua  prima gara?

Matteo: Della prima gara non ho un ricordo particolare tuttavia, della prima vittoria assolutamente sì. Era una tappa del campionato provinciale ed il trofeo, a me così caro, lo conservo ancora.

Pietro: La mia prima gara a Torino fu una bellissima esperienza. Ero totalmente sprovveduto e non sapevo nemmeno tutte le “regole”. È stato un gioco di squadra e nonostante tutto mi sono divertito moltissimo e ho conosciuto un sacco di nuovi amici con i quali mi confronto ancora adesso.

Giorgia: Me la ricordo la mia prima gara, era una macroregione ed avevo 10 anni. Però la gara di quell’anno che mi è rimasta impressa, come se fosse stata la prima, sono stati i play off a Milano ai quali ho partecipato per qualificarmi al campionato italiano di Sassuolo. La soddisfazione di essere passata, l’impegno ripagato e la sensazione dell’ansia che svaniva non appena iniziavo a scalare penso siano stata la molla che mi ha convinto che le gare avrebbero fatto parte del mio futuro nell’arrampicata.

In quale specialità delle tre (lead, boulder e speed) ti riesci ad esprimere meglio?

Matteo: In particolare in questo periodo mi sono dedicato alla specialità boulder, anche perché nella zona in cui vivo strutture per la specialità lead non ce ne sono.

Pietro: Beh, secondo me nella lead ma anche nel boulder mi difendo abbastanza. Per ora cerco di competere in entrambe e nel futuro si vedrà. La speed la lascio ai velocisti, non è una specialità che mi attira molto.

Giorgia: Sia nella Lead che nel Boulder mi diverto molto, ed entrambe le specialità le vedo come un modo per fare ciò che mi piace. Tuttavia il Boulder è la disciplina sulla quale, almeno quest’anno, mi sono concentrata perché la dinamicità, la forza e lo stile di scalata mi piacciono moltissimo e penso mi si addicano.

Da qualche anno fai parte della Nazionale Giovanile di Arrampicata Sportiva, come vivi questa esperienza?

Matteo: Sono entrato a far parte della Nazionale Giovanile a partire dalla fine dell’ estate del 2013 nella categoria U16. E’ un’esperienza fantastica e sono molto orgoglioso di farne parte. Pur essendo uno sport individuale essere nella Nazionale mi fa sentire parte di una squadra, dove tutti noi ci sosteniamo e motiviamo a vicenda.  Un altro aspetto importante è avere l’opportunità di conoscere ragazzi e ragazze di altre nazionalità che condividono la mia stessa passione.

Pietro: È una bellissima cosa vestire la maglia azzurra e rappresentare l’Italia. Gareggi in primo luogo per l’Italia e in secondo per te e i tuoi genitori. Questo comporta anche una certa responsabilità non nei risultati ma soprattutto nel comportamento.

Giorgia: È una delle cose migliori che mi siano capitate. Ho potuto conoscere e confrontarmi con molte ragazze di altre nazioni, scalare su stili diversi, ma sopratutto sono entrata a fare parte di un gruppo di ragazzi fantastici con i quali condividere esperienze. Essere entrata a fare parte della Nazionale è stato un grande stimolo per me e naturalmente un orgoglio.

Il grande appuntamento del Mondiale Giovanile di Arrampicata di Arco ti vedrà protagonista. Come ti stai preparando e cosa ti aspetti?

Matteo: Sicuramente questo è l’obiettivo degli allenamenti dell’anno a cui mi sono dedicato con costanza e dedizione. Partecipare a questo evento credo che per ogni atleta sia uno dei più alti desideri a cui aspira. Sicuramente darò il massimo per giocare tutte le carte a mia disposizione. Cosa mi aspetto? Rispondo con una domanda: Quale atleta non sogna di essere sul podio?

Pietro: Nel campionato mondiale di Arco cercherò di mettere il massimo, di divertirmi e, infine, ammetto che una finale o un podio non mi dispiacerebbe. Sarà sicuramente bello e stimolante vedere davanti a me ragazzi di tutto il mondo. Il resto lo dovrò fare io!

Giorgia: È tutto l’anno che mi preparo per questo evento, so per certo che ci saranno molte atlete forti a competere però io parto con l’obbiettivo di dare il massimo e ho la speranza che i miei sacrifici alla fine mi conducano al gradino più alto del podio, che è il mio sogno.

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