Cornalba la falesia del passato, del presente e del futuro.


Ci sono certe falesie che sembrano avere una storia infinita. Dal paese è impossibile non rimanere esterrefatti davanti a questo panettone di roccia. Le lisce pareti dai molti colori sembrano levigate dal vento e, fin da subito, si possono intuire la complessità e la difficoltà dello scalare qui. Chissà cosa possono aver pensato i primi scopritori di questa lavagna rocciosa, nel lontano 1980! Linee dalle prese sfuggevoli e da movimenti aleatori non aspettavano altro che qualcuno svelasse la chiave di lettura corretta.

Nel 1981 Bruno Tassi “Camos” e Gianandrea Tiraboschi scoprirono ed iniziarono a valorizzare le pareti della Corna Bianca. Non si può non citare il Camos, il principale pioniere della falesia di Cornalba, la persona che ha saputo interpretare al meglio e regalare a tutti noi vie come Apache, Replay, Peter Pan, FBL, Jedi e tante altre ancora.

Vie diventate mitiche e, soprattutto, temute da molti. Le “leggende” narrano di tentativi a vista, dita spellate, salite soffiate, gioie e amori che accompagnano luoghi così storici.

Per esempio Extrasistole Galoppante: chiodata da Yuri Parimbelli per la visita di Adam Ondra nel 2010 (tiro ad oggi ancora non liberato, Adam è caduto all’ultimo spit ed ha suggerito un solido 8c+/9a) mentre Goldrake, uno degli ultimi capolavori chiodati dal Camos nel 2003, è stata liberata da Adam proprio nel 2010.

Quel che è certo è che Cornalba negli anni passati è diventata tappa obbligatoria per ogni top Climber Italiano e non solo.

Una falesia del passato ma anche contemporanea, infatti anche personaggi del calibro di David Lama e Adam Ondra sono passati di qui. Ma non solo, citiamo alcuni nomi, dagli anni 80 hanno messo mano sul calcare della Corna top climber come: Manolo, Mariacher, Kostermaier, Glowacz, Atkinson, Bassi, Moon,Gallo, Scassa, Gnerro, Dallona, Brenna e molti altri.

Lo stesso fenomeno Ceco ha definito Cornalba la falesia del futuro. Chissà se un giorno questo luogo così tanto narrato ritornerà sulla bocca di molti. Intanto noi del Team Ct, in una calda giornata di sole, siamo venuti a fargli visita. Ci siamo confrontati ed emozionati con alcune vie del “passato”. Il risultato è stata una bellissima e intensa giornata di scalata a spellarsi le dita sulle piccole prese di Apache, C’era una volta in America e Jedi che in due parole possono essere descritti come capolavori verticali. Magari quest’inverno farò ritorno in quel di Cornalba, ho sbirciato dalla serratura e non vedo l’ora di aprire completamente la porta!!!

Silvio Reffo

Ph: Alberto Orlandi

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